Canicattini ha ricordato l’olocausto e don Salvatore Gallo per la Giornata della Memoria

Don Salvatore Gallo
Don Salvatore Gallo

Canicattini – Due incontri, martedì e mercoledì, ed una mostra che resterà aperta sino al 10 febbraio, sono i momenti che il Comune e il Museo civico Tempo di Canicattini Bagni hanno voluto dedicare alla celebrazione della Giornata della Memoria, per ricordare l’olocausto e il sacerdote canicattinese, don Salvatore Gallo, gesuita, che da direttore di Radio Vaticana, durante le leggi razziali, si adoperò per salvare ebrei e antifascisti.

Due incontri, coordinati dal vice presidente del Museo Tempo, Tanino Golino, che sono stati aperti da un toccate cortometraggio realizzato dagli studenti dell’Istituto Superiore di Palazzolo Acreide per “non dimenticare” questa triste pagina di storia che l’umanità ha vissuto e dire alle giovani generazioni “Mai più!”.

Nel settantesimo anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa, il 27 gennaio del 1945, si è voluto così portare ai giovani studenti del Liceo Scientifico di Canicattini (sezione staccata dell’Istituto “F. Juvara” di Siracusa) e all’intera cittadinanza, il ricordo di un dramma che ha mietuto milioni di morti, tra ebrei, rom e omosessuali, quei “diversi” che il nazifascismo, con le leggi razziali, condannò.

Un momento dell'incontro di martedì
Un momento dell’incontro di martedì

Il primo incontro si è svolto martedì mattina nell’aula consiliare del Comune ed ha visto presenti proprio i ragazzi del Liceo Scientifico cittadino.

Dopo i saluti della responsabile della sezione canicattinese del Liceo, la professoressa Nelly Zocco, e del sindaco Paolo Amenta, che ha ricordato come gli “olocausti”, purtroppo, continuino sino ad oggi in tante parti del mondo contro le minoranze e i “diversi”, ad iniziare dal dramma dell’immigrazione, per cui tutta la società ha l’obbligo di rispondere con l’integrazione, il rispetto e la tolleranza, sono stati il dirigente scolastico dell’Istituto Superiore di Palazzolo, Marcello Pisani, e il gesuita don Francesco Tata, allievo di don Salvatore Gallo, a ricordare l’olocausto e la figura di questo sacerdote canicattinese, amico di mons. Montini, futuro Papa Paolo VI, e il ruolo che egli ebbe nel periodo della grande guerra a Roma, nel salvare ebrei e antifascisti.

A conclusione dell’incontro è stata inaugurata la Mostra che il Museo Tempo ha dedicato a Don Salvatore Gallo.

Il rabbino Di Mauro e Rita Gallo
Il rabbino Di Mauro e Rita Gallo

Mercoledì pomeriggio, il secondo incontro, al Museo Tempo di via XX Settembre. Sono stati il rabbino capo della Comunità Ebraica di Siracusa, Stefano Di Mauro, e Rita Gallo, nipote del sacerdote canicattinese, a parlare, rispettivamente, del dramma degli ebrei nella storia e della necessità di tornare alla “pace”, e a ripercorrere la vita di quello che nel 1943 fu direttore di Radio Vaticana oltre che docente all’Università Gregoriana e attento saggista.

Don Gallo, nato a Canicattini Bagni nel 1893, dopo essere stato ordinato sacerdote nel 1922 ed aver conseguita la laurea in Psicologia all’Università di Napoli, dove studio anche Filosofia, e aver insegnato Ginnasi e nei Licei di Palermo e Messina, e una lunga esperienza di educatore, venne chiamato in Vaticano, dove conobbe mons. Montini di cui fu amico e collaboratore.

Nel 1943, ha sottolineato la nipote (figlia di un fratello di don Gallo), assunse l’incarico di direttore della Radio Vaticano, nel pieno del periodo storico delle leggi razziali. Don Gallo non esitò, con l’ausilio della Radio ad aiutare gli ebrei e gli antifascisti di Roma, dando loro informazioni, e aiutandoli a nascondersi nelle Chiese e nei Conventi, compresi i giardini vaticani.

A conclusione del ricordo tenuto ieri sera al Museo Tempo, dove come si è detto, sino al 10 febbraio resterà aperta la mostra dedicata a don Salvatore Gallo, è stato offerto “Il pane degli emigranti ebrei”, ciambelline dolci che venivano realizzate in quel periodo.

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