Si insedia il nuovo questore di Palermo, Guido Longo. Un ritorno nella città che lo vide vice capo della Mobile

Guido Longo
Guido Longo

Palermo – “Ai commercianti, che ancora continuano a pagare il pizzo, dico di non farlo più perché significa arrendersi anche perché chi lo paga lo farà per la vita mentre chi si ribella non pagherà più”. Lo ha detto il neo questore di Palermo, Guido Longo, che si è insediato oggi a Palermo.17

Guido Longo prende il posto di Maria Rosaria Maiorino, che adesso ricopre la carica di dirigente dell’Ispettorato di Pubblica sicurezza del Vaticano.

Tornato dopo 24 anni nel capoluogo siciliano dove era stato vice capo della Squadra Mobile, il questore ha detto che ha trovato Palermo una città diversa, cambiata in meglio rispetto al passato.

Adesso di criminalità organizzata si parla, la si riconosce e la si combatte. I cittadini devono sentire vicino la poliziaha aggiunto Longoe questo li rende più forti e più propensi alla collaborazione. Non bisogna mai mollare o pensare di averla vinta. Bisogna sempre camminare e mai fermarsi soltanto a degli step, che in molti casi sono insufficienti”.

Per il neo questore è di primaria importanza “contrastare l’illegalità da cui prende linfa la mafia”.

È una nuova emergenza a cui stiamo dando il massimo impegno controllando tutti gli obiettivi sensibili – ha continuato Guido Longo, parlando della nuova emergenza riguardante il terrorismo islamico -. Garantiremo la protezione massima anche al dottor Antonino Di Matteo e faremo di tutto perché quegli attentati, di cui sono stato testimone negli anni in cui ho lavorato qui, non si ripetano più – ha rimarcato a proposito dell’impegno nella protezione dei magistrati -. Faremo quello che è nelle nostre possibilità, non ci saranno coni d’ombra“.

Per il neo questore entrare di nuovo nella sede della questura è stato un emozionante salto nel passato. “Il posto è rimasto lo stesso di 24 anni fa” – ha detto subito Longo, ricordando poi che “con il capo della mobile Arnaldo La Barbera qui abbiamo fatto cose egregie, i Madonia li abbiamo arrestati noi, il primo libro mastro è stato scoperto proprio in via D’Amelio ed i commercianti negarono l’evidenza sebbene fosse sotto gli occhi di tutti che pagasse tre quarti della Palermo di allora Il mio ricordo è di un capo della Squadra mobile con cui abbiamo lavorato insieme bene per quattro anni. Poi ognuno di noi ha svolto diversi percorsi professionali“.

 

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