Minori stranieri non accompagnati, servono più strutture

minori_migrantiSiracusa – Saranno rappresentate al Ministero dell’Interno le criticità che hanno portato in Sicilia ad un esiguo reperimento di strutture  di accoglienza per minori stranieri non accompagnati (presentate ad oggi solo 6 istanze, per un totale di 360 posti su un flusso che in Sicilia si aggira sulle 8000 presenze), a seguito dell’elaborazione da parte della Regione degli standard strutturali e organizzativi richiesti per l’accoglienza, tenendo conto dei due livelli indicati nel Piano Operativo Nazionale per fronteggiare il flusso straordinario di cittadini extracomunitari, che fanno riferimento alle strutture di primissima accoglienza ad alta specializzazione ed alle strutture di accoglienza di secondo livello di tutti i minori stranieri non accompagnati, anche nell’ambito della rete Sprar.

Sarà il prefetto di Palermo, Francesca Cannizzo, nella sua veste di coordinatore del Tavolo regionale sul fenomeno dei minori stranieri non accompagnati, a relazionare al Ministero le criticità emerse nel corso della riunione del Tavolo che lunedì scorso si è tenuta nella Prefettura di Siracusa, alla presenza della dirigente generale del Dipartimento Regionale della Famiglia e delle Politiche Sociali presso l’Assessorato Regionale, Maria Antonietta Bullara, del vice presidente di Anci Sicilia, Paolo Amenta, sindaco di Canicattini Bagni, e dei prefetti e funzionari di tutte le province siciliane.

Occorre, dunque, potenziare e sostenere il sistema di accoglienza regionale dei minori stranieri non accompagnati, reperendo nuove strutture per fare fronte al numero massiccio di presenze che il prefetto di Siracusa, Armando Gradone, ha quantizzato nel 10% dei soggetti immigrati finora sbarcati. Per fare questo, però, come emerso nell’incontro di lunedì a Siracusa, bisogna che vengano superate quelle che sono state definite criticità che non aiutano ad affrontare con le giuste soluzioni un fenomeno sempre più vasto.

Ad iniziare dall’attuale doppia competenza del Ministero dell’Interno e del Ministero del Lavoro per la regolazione degli aspetti economici nei confronti delle strutture di accoglienza per minori non accompagnati, che oltre ad essere motivo di incertezza, influisce in modo del tutto negativo nel reperimento di nuove strutture di accoglienza.

Proseguendo, come sottolineato nel suo intervento dal vice presidente di Anci Sicilia, Paolo Amenta, col provvedere, essendo tra l’altro una delle cause principali della mancata partecipazione di nuove strutture al bando, alla corresponsione, in tempi brevi, delle rette dovute dal 1° gennaio 2014 alle strutture di accoglienza esistenti, che vivono una situazione debitoria ormai a rischio, assodato che i Comuni, su cui inizialmente si era scaricato il problema, già fortemente penalizzati dai tagli ai trasferimenti di Stato e Regione, sono nell’impossibilità di far fronte a questi costi straordinari; e ancora, all’indicazione puntuale delle rette che saranno corrisposte pro-die pro-capite alle strutture di 60 posti per la prima accoglienza; e infine, alla revisione dei requisiti  chiesti per l’autorizzazione.

Lo stesso Amenta, che sul tema ha partecipato più volte a Roma agli incontri con il Ministero del Welfare e dell’Interno, ha sollecitato la presidenza della Regione per arrivare ad un impegno economico che integri le somme messe a disposizione dal Governo, 45 euro pro-die, molto lontane dai 76 euro previsti dagli standard strutturali e organizzativi della Regione, per chiudere il pregresso con i gestori dei centri.

Mentre per il futuro, sempre il rappresentante dei Comuni siciliani, nel prendere atto delle somme disposte dal Governo nazionale, ha chiesto che si arrivi ad una riduzione dei costi, attraverso una revisione, da parte della Regione, degli standard decisi per l’accoglienza.

Questi, dunque, i punti urgenti che il prefetto di Palermo, Francesca Cannizzo, coordinatore del Tavolo regionale sul fenomeno dei minori stranieri non accompagnati, porrà all’attenzione della “governance nazionale”, quindi del Governo nazionale,  che deve dare soluzioni concrete e immediate, come ribadito dal vice presidente di Anci Sicilia, “per evitare il collasso delle strutture già esistenti che da mesi non ricevono fondi per il loro servizio, trascinando nella criticità anche i loro dipendenti, rischiando nel contempo di compromettere la prosecuzione dell’ospitalità”.

Sulla immediata necessita di nuovi posti e nuove strutture (il solo Comune di Augusta gestisce oltre 300 minori non accompagnati, 164 dei quali ospitati in una scuola che la Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minori di Catania, ha disposto vengano ospitati in strutture idonee), la dirigente generale del Dipartimento Regionale della Famiglia e delle Politiche Sociali, ha reso noto che 4 delle 6 strutture di accoglienza reperite con il bando della Regione saranno presto disponibili.

Sul rilascio delle autorizzazioni alle nuove strutture, infine, il prefetto di Palermo ha richiamato l’attenzione sulla necessità che queste siano precedute da una apposita concertazione con il Tavolo regionale e gli Enti Locali interessati.

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