L’Arcigay ribatte al consigliere Sorbello: “Parleremo di uguaglianza non di sesso”

Armando Caravini - Arcigay
Armando Caravini – Arcigay

Siracusa – Non è tardata ad arrivare la replica e la precisazione di Arcigay in merito all’interrogazione presentata dal consigliere comunale di Artico 4, che chiedeva all’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Siracusa (che è intervenuta vedi nostro articolo), se avesse dato il patrocinio a due progetti dell’associazione omosessuale per le scuole, considerato che devono essere le famiglie e scegliere quale educazione sessuale dare ai figli e non la scuola, evitando così “qualsiasi forma di indottrinamento ideologico”.

Secondo Armando Caravini, presidente di Arcigay Siracusa, quelle di Sorbello sarebbero delle “provocazioni sterili lanciate inutilmente al fine di compromettere i valori dell’uguaglianza e di rispetto nei confronti di ogni individuo”.

«Per questo prima di elencare la “bozza” del progetto  che è tuttora in fase di lavorazione – ribatte Caravini -, rispondiamo a tre menzogne riportate da Sorbello.

1) Il progetto non è completo ma in fase di lavorazione.

2) Come più volte rimarcato anche attraverso comunicati stampa e articoli nei quotidiani localo, l’Arcigay ha presentato e aperto un tavolo di concertazione con due rappresentanti della giunta Garozzo, Silvana Gambuzza e Valeria Troia, rispettivamente Pari Opportunità e Politiche Scolastiche, in cui non si è mai parlato di patrocinio perché  il progetto non è ancora definitivo.

3) Il progetto “L’altro da me” non prevede “lezioni” di educazione sessuale,  ma tratterà solo il tema dell’uguaglianza che, ricordo ad onore di cronaca e di storia – sottolinea l’esponente di Arcigay -,  si tratta di un valore che difende e protegge da qualsiasi tipo di emarginazione sociale e culturale. Il nostro obiettivo è quello che nel piccolo riusciamo ad evitare casi come quello di Napoli dove un ragazzo viene ridotto in fin di vita solo perché obeso e quindi “diverso”.

Per questo invitiamo Sorbello a rivedere le sue posizioni frutto di pregiudizi e di mancata conoscenza della materia di cui ci occuperemo quando il progetto sarà completato e reso ufficiale. Inoltre, lo invitiamo ad  ad aggiornarsi sulle sue battaglie,  basti pensare che persino la Chiesa e alcuni alti prelati, vescovi (come ad esempio il vescovo di Mazara del Vallo) hanno mostrato un’apertura verso la comunità gay, tra questi in primis il Pontefice Francesco.

Per dissipare ogni dubbio, precisiamo i punti salienti del futuro progetto:

1) L’obiettivo sarà quello di lavorare sul concetto della diversità come valore. Verranno affrontati i temi dell’educazione al rispetto dell’altro in quanto persona e del pregiudizio come limite della conoscenza.

2) Le lezioni saranno tenute dalla dottoressa Maria Vittoria Zaccagnini, psicologa e psicoterapeuta (Curriculum Vitae consultabile online) e da pedagogisti. Saranno presenti i docenti e verrà ampiamente spiegato il progetto ai genitori. Questi ultimi, come i docenti, sono considerati parte integrante del progetto.

3) Arcigay sente forte la mancanza di una valida educazione all’uguaglianza e all’accettazione del diverso. Essendo portavoce di una minoranza stigmatizzata, sente di agire per far si che ogni differenza tra le persone non pesi più come un limite invalicabile. Inoltre, preciso che il tema dell’orientamento sessuale non è previsto, ma  dialogheremo sul valore della diversità. Infine – conclude Armando Caravini – non replichiamo agli insulti rivolti alla comunità gay siracusana nel dire che vogliamo fare proselitismo e indottrinamento, dunque ribadiamo a Sorbello che l’omosessualità non è una scelta né tantomeno una malattia, l’unica malattia riconosciuta in questo campo è l’omofobia».

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