Ancora tregua nel PD siracusano, l’assemblea provinciale prolunga i tempi per cercare la “riappacificazione”

PDSIRACUSA – Alla fine nessuna resa dei conti ma una ulteriore tregua per dare ancora tempo alle parti, a due anni dal congresso, di trovare, da qui alla fine delle Amministrative (in provincia si vota al Comune di Augusta, dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Consiglio comunale), una soluzione unitaria che possa rimettere insieme tutti i “cocci” del PD siracusano, e ridare finalmente serenità e punti di riferimento ai militanti e ai Circoli, non solo a Siracusa città, dove la spaccatura con il gruppo renziani del sindaco Giancarlo Garozzo è più forte, ma nell’intero territorio provinciale.

Questa la decisione assunta ieri all’unanimità, dalla tanto attesa Assemblea provinciale del Partito Democratico, riunita su convocazione del presidente Turi Raiti, all’Hotel del Santuario.

Uno principalmente il punto all’ordine del giorno della riunione, il resoconto da parte di Antonio Rubino, della segreteria regionale,  del lavoro svolto dalla commissione di “supersaggi” composta dallo stesso Rubino e da un rappresentante per parte delle tre “anime” del PD aretuseo, quella Riformista con Raiti, quella Dem con Enzo Pupillo e quella renziana che da due anni si è posta fuori, con Giovanni Cafeo, oggi componente dell’esecutivo regionale.

E quello che Rubino ha riportato all’Assemblea  è stata l’ennesima fumata nera che si aggiunge alle tante che in questi due anni compongono il “curriculum” di questa nuova era del Partito Democratico, quella renziana.

Le uniche due certezze trasmesse da Rubino ai tanti che affollavano la sala riunioni dell’Hotel del Santuario, sono state comunque di non poco conto.

La prima è stata che il tanto chiacchierato congresso del novembre 2013, che ha eletto segretaria Carmen Castelluccio e l’attuale gruppo dirigente con i soli voti di Riformisti e Area Dem, è del tutto “legittimo”. Ponendo così fine, una volta per tutte, a chiacchiere e dubbi.

La seconda è che, secondo il detto “a mali estremi estremi rimedi”, considerato che tutti i tentativi sinora fatti per rimettere insieme le tre anime, e affrontare unitariamente la gestione e il futuro del partito in provincia di Siracusa, sono andati tutti a vuoto, l’unico strumento e l’unica regola adottabile è quella dello Statuto. E per lo Statuto, chi si pone al di la delle regole comuni, piaccia o non piaccia, conseguentemente si pone, nello stesso tempo, fuori dal partito.

È come scoprire l’acqua calda, ma di fatto un senso ce l’ha considerato che sinora nessuno ha mai messo mani allo Statuto per definire con le “norme” una spaccatura che si protrae da due anni.

E questo perchè, come è stato sottolineato anche negli interventi di ieri, da Pupillo alla Castelluccio, da Zappulla a Marziano, dalla Cirone Di Marco allo stesso presidente Raiti, per finire ai vari Circoli nel territorio, è ferma volontà di tutti di “riunificare” un partito che oggi, più di ieri, ha grandi responsabilità, essendo alla guida del Paese, della Regione, seppur con tutte le falle e i problemi di cui non riesce ancora a prendere atto il governatore Crocetta, e ancora del Comune di Siracusa e tanti altri Comuni in provincia.

Nell’assemblea di ieri, che tra l’altro ha visto la presenza anche di due renziani, gli ex assessori regionali Mariarita Sgarlata, ex Megafono, e il rosolinese Piergiorgio Gerratana,  su proposta del coordinatore dell’Area Dem, Enzo Pupillo (il gruppo più vicino nei rapporti con i renziani, tantè che un loro autorevole esponente, Pierpaolo Coppa, da qualche mese è entrato nella giunta Garozzo), la linea che è prevalsa, è stata ancora una volta non quella di mettere mano al libro delle regole, ma a quello del “buonsenso”, e fare un ulteriore tentativo, prendendo ancora qualche settimana di tempo, sino a dopo le Amministrative del 31 maggio-1 giugno.

Per Pupillo, la cui proposta è stata inserita nel documento approvato all’unanimità, la strada da percorrere è quella che era stata già segnata nell’avvio del percorso di rinnovamento e rilancio del partito che dovrebbe portare all’elezione di segretario l’ex assessore alla Cultura del Vermexio, Alessio Lo Giudice, oggi vice della Castelluccio che ieri ha ribadito la sua disponibilità al “sacrificio”, e alla stabilizzazione della rappresentanza delle varie anime nel gruppo dirigente nella misura del 40% i Renziani, del 38% i Riformisti, e del 22 % Area Dem.

Tantè che si legge nel documento approvato ieri: “All’unanimità l’Assemblea Provinciale approva lo sforzo compiuto dalla Commissione incaricata, diretta da Antonio Rubino, in direzione di una ricomposizione unitaria nei termini e nei modi che sono stati concordati e che sono condivisi dalla larga maggioranza del partito ovvero una riconfigurazione degli organismi che assegna la rappresentanza del 40% ai renziani, del 38% all’Area Riformista e del 22% all’Area Dem con la proposta di eleggere Alessio Lo Giudice nuovo Segretario Provinciale e impegna la Segreteria Regionale a compiere ogni iniziativa finalizzata a dare attuazione a tale proposta”.

Naturalmente tutto questo discorso passa se le parti sono disponibili al dialogo, per cui, sempre nel documento di ieri, è stato rinnovato l’appello a Garozzo e al suo gruppo: “Rivolge un forte appello al Sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo e all’area politica che nella sua figura si riconosce di condividere un nuovo percorso unitario cooperando a sostenere una soluzione che, salvaguardando la dignità di ognuna delle parti del partito, consegni alla provincia di Siracusa un Partito Democratico unito, forte e competitivo in grado di dare spessore alle proposte politiche e amministrative sul territorio”.

Tutto ciò però non in eterno, o sino alla scadenza naturale del prossimo congresso tra due anni, ma ponendo  questa volta un limite, le elezioni Amministrativa appunto, alla fine delle quali, se ancora la fumate è nera, la decisione che si assume è quella iniziale proposta da Antonio Rubino: “Condivide la proposta del Responsabile Organizzazione Antonio Rubino che, in assenza di decisioni unitarie in tempi ragionevoli, l’Assemblea provinciale, riconvocata dopo le elezioni amministrative del 31 maggio e 1 giugno 2015, assumerà le proprie determinazioni in merito agli assetti che dovranno rappresentare il partito e alla linea politica che il partito dovrà esprimere, che avrà valore assoluto per tutti coloro che si riconoscono del PD della provincia di Siracusa”.

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