Ma Grillo lo sapeva di questa “sciuta ri funnicu”?

Beppe grillo e il sindaco di Roma, Virginia Raggi
Beppe Grillo e il sindaco di Roma, Virginia Raggi

Virginia Raggi, almeno in questo, ha fatto presto. Imparare a parlare come i politici: “Abbiamo detto no alle olimpiadi, prima e durante la campagna elettorale, lo diciamo anche adesso”.

E no Virginia, le versioni sulle Olimpiadi sono state tante e tutte diverse, dal Dibba al Di Maio, ma anche lei ne ha sostenute tre o quattro.

Ma lasciamo stare, questa è la politica, appartiene a tutti.

In realtà c’è qualcosa di nuovo.

Per la prima volta nella storia del Movimento accade qualcosa, un cambiamento epocale, una specie di rivoluzione copernicana. La sindaca non addebita i fallimenti economici delle Olimpiadi alla corruzione ed alla cattiva politica, quanto alle problematiche oggettive insite nel gestire eventi così importanti.

Uno spartiacque con il passato, l’inizio per la costruzione di una nuova classe dirigente onesta ed incollata alla realtà, che ripudia il vaffa e diventa forza di governo.

Però, c’è poco da illudersi, è molto probabile che Beppe Grillo non ne sapesse nulla di questa “sciuta ri funnicu”.

La fine del peggio non c’è

Beppe Grillo
Beppe Grillo

La politica italiana, da decenni, non è più in grado di produrre provvedimenti utili alla collettività. Questa caratteristica è da imputare, anche, alla spasmodica corsa al potere che accieca i contendenti, spesso in buona fede, direzionandoli verso un conflitto permanente.

L’arrivo dei 5 Stelle, da un lato ha accentuato questo aspetto e, dall’altro, ha introdotto un elemento nuovo, almeno dal dopoguerra. Propongono un monocolore, escludendo appoggi ed aiuti esterni di qualsivoglia natura, promettendo di mandare in galera tutti i presunti disonesti e ladri.

Ora, la regola non è chiara.

In principio sembrava una questione riservata esclusivamente ai politici, adesso, pare, investa l’intero popolo non grillino.

La questione legata a Vasco Errani sembra calare a pennello. Un individuo assolto dalla magistratura continua ad essere un sospetto disonesto, al punto che non può gestire il post terremoto. Mentre l’uomo ideale ed onesto potrebbe essere Beppe Grillo, un condannato.

La cosa riguarda i principi ed è delicata.

Quando esiste qualcuno che si pone al di sopra della legge, siamo fuori dalla democrazia, anche se a deciderlo è la maggioranza dei cittadini.

Non è banale ricordarlo, Adolf Hitler ha raggiunto il potere attraverso regolari elezioni e acclamato dal popolo nelle piazze, per la sua esasperata lotta contro il potere corrotto ed inconcludente, per altro nel bel mezzo di una crisi economica.

Tutto questo non vuol dire nè che l’Italia rischia una vera deriva autoritaria, nè che tutto va bene, anzi. Occorre riconoscere che spesso, proprio i grillini hanno ragione.

Però, se per risolvere un problema, di cui nessuno disconosce la gravità, si continua ad impastare mezze verità, verità, bugie intere e mezze bugie, per raccattare qualche voto… è solo l’inizio del peggio….

Beppe Grillo e l’onorevole Trombetta

Beppe Grillo,leader del Movimento 5 Stelle
Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle

Il leader del Movimento 5 Stelle, appena uscito dall’incontro in Campidoglio, sembrava Lionel Messi, il calciatore argentino, con un solo e geniale dribbling si è liberato di tutti i giornalisti, che lo marcavano “a uomo”.

Il colpo da fuoriclasse è tutto in queste parole: “Avete una struttura di linguaggio che non capisce il Movimento. Quando comincerete a cambiarla cominceremo a parlare”.

Potrebbe essere al contrario. Non sono gli altri a non capire è lui che si spiega male.

Ecco, c’è un film di Totò, quello con l’onorevole Trombetta, in cui il principe alla richiesta del biglietto, da parte del controllore, non essendone in possesso, imbastisce l’ennesima, interminabile e sconclusionata discussione delle sue, una specie di “dribbling alla Grillo

Non si capivano.

Come noi. Ma il nostro sketch non è per ridere, anche se, uno degli interpreti è un comico.

Quello che proprio non si capisce è questa procedura comportamentale, non solo di Beppe Grillo, ma di tutti i piccoli e grandi “grillini”, ovunque sparsi nella penisola.

Una sorta di necessità esistenziale, quella di innalzare uno steccato invalicabile, ed impostare da un lato il popolo eletto a Cinque Stelle e dall’altro tutto il resto del mondo, incapace di comprendere e quindi “discriminato”.

******

achille-tartaruga

Segui la rubrica “Aporie”.

Brevi spunti di riflessione  sull’attualità politica,

da  leggere in un minuto.

Entra nell’archivio

 

Stasera gioca l’Italia. #vinciamonoi

Questa volta ha proprio ragione Paola Taverna: “La  Nazionale di Conte è come il Movimento Cinque Stelle”.

In effetti. L’unione all’interno del gruppo, la solidità nel difendersi, il contrattacco, la voglia di vincere, il crederci, l’essere un tutt’uno con i tifosi, la capacità di coinvolgere. E poi c’è Antonio Conte, spiccicato Beppe Grillo… uguali.

Anche i giocatori. Sembrano dei Pupi nelle mani del Puparo. Leggi tutto “Stasera gioca l’Italia. #vinciamonoi”

Il pericoloso doppiopesismo a 5 stelle

Beppe Grillo
Beppe Grillo

Il movimento Cinque Stelle diventa sempre più un partito pigliatutto di vecchio stampo, sia nell’utilizzo del politichese, esprimere concetti privi di contenuti, sia nei comportamenti, ma con una fondamentale differenza, un popolo consapevolmente strumentalizzato.

La sindaca di Roma, Virginia Raggi continua nella “dilazione” sulla nomina degli assessori. È  partita con la “diversità trasparente”, impegnandosi a comunicarli prima del voto, per poi normalizzarsi, promettendo la rivelazione l’ultimo giorno utile.

La stessadiversamente sindaca”, nomina come capo di gabinetto, il suo compagno. La “cosa” ai comuni mortali non desta stupore alcuno, trattandosi di un incarico di fiducia, nessun altro può ricoprire al meglio quel ruolo.

Però, va ricordato, per la cronaca, che il 30 giugno dello scorso anno, quando il governatore della Puglia, Michele Emiliano, nominò la compagna come sua portavoce, si verificò una botta di onestà del popolo sovrano, “inopportuno nei limiti della liceità”.

Il metro per valutare l’onestà nella politica lo ha portato Beppe Grillo, però serve per misurare gli  altri.

Ecco, come quando da piccoli si giocava a calcio nelle strade deserte, in assenza di automobili, c’era uno, sempre lo stesso, che portava il pallone, lui decideva le squadre, i migliori li prendeva con lui,  stabiliva anche chi poteva giocare, e quando si stancava andava via, lui con tutto il pallone.

Altri casi interessanti si possono citare sulla normalizzazione della diversità a Cinque Stelle, rispetto ai quali, l’universo grillino è nella condizione di smontarli e puntellare tesi e pezze giustificative volte a magnificare la novità stellata.

Però, c’è un elemento che rende il fattaccio autenticamente nuovo nel recente panorama politico italiano: il popolo a Cinque Stelle.

Rispetto agli arbori, oggi, non è più capace di riflettere sulle cose e attende le disposizioni dall’alto per “scatenare l’inferno”.

Capita sempre più spesso che il grillino medio scivola in una confusione bestiale, proprio un girar di stelle, in quanto conosce come reagire alle “porcate” degli altri, ma per quelle dei propri eletti ha notevoli difficoltà. In queste situazioni sui social insiste un periodo, più o meno lungo, di silenzio assoluto in attesa di conoscere le direttive dall’alto.

Poi, “l’uomo del Monte” si esprime e su quella base il popolo sovrano… casca nella rete. Peraltro le decisioni, orfani di Gianroberto Casaleggio, sono sempre più contraddittorie.

Il doppiopesismo a 5 Stelle ha raggiunto, in coincidenza con le prime vittorie importanti, uno stadio  finale, che neppure gli estremi più radicali, di destra e sinistra, sono in grado di esprimere.

Una storia già vista all’inizio del secolo scorso, soprattutto, ma non solo, in relazione alla capacità del leader di plasmare il popolo a sua immagine e somiglianza, un popolo di onesti consapevole di essere “eletto”, scelto, e diretto verso il migliore dei mondi possibili.

*****

Entra nell’archivio di “Aporie

 

RSS
Follow by Email
Linkedln
Share