Virginia Raggi di sole abbaglia Matteo

Virginia Raggi, nel riquadro Matteo renzi
Virginia Raggi, nel riquadro Matteo Renzi

Laraggiante” Virginia splende come il sole… di una felicità contagiosa.

Questa era l’immagine della candidata pentastellare al Comune di Roma nella notte di domenica, a risultati acquisiti.

Per quanto atteso, comunque, sorprende tante volte, il popolo dice una cosa per farne un altra.

Ora, a prescindere dal ballottaggio, il risultato di Roma sommato a quello di Torino, sono li a testimoniare un fatto: una parte consistente degli italiani, “sentono” di poter affidare il governo delle loro cose al Movimento Cinque Stelle.

I grillini crescono e “diventano grandi”. Col passaggio alla maggiore età ci si aspetta anche maturità e responsabilità, come nella vita, come un padre di famiglia, mica può dire sempre “si” ai propri figli.

Ecco, il “popolo sovrano” ed i “figli”, allo stesso modo, sono irresponsabili, sempre a chiedere… “la luna nel pozzo”.

Quindi la domanda diventa: saranno in grado i “padri” a gestire i “figli” e quindi “portare avanti” la famiglia?

A sentir il DiBa non è cambiato nulla. Nella notte dopo l’eccellente 35,25% dei voti, ha regalato alla propria prole una Ferrari di gran lusso… alla prima occasione si è scagliato come un matto sul direttore del Tg1, Mario Orfeo.

Luiasfalta” ed il popolo raggiunge orgasmi cosmici.

Il primo turno ci consegna i Cinque Stelle vincenti, su quasi tutte le ruote e un premier sconfitto sull’intera linea. Ma, dell’abbagliato Matteo ne parleremo domani.

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Se fosse… il ritorno alla politica

A Bologna rinasce il Partito Comunista, con tanto di bandiera rossa, falce e martello.

Lo so, si può ironizzare sui soliti comunisti nostalgici…

La storica bandiera del Partito Comunista Italiano
La storica bandiera del Partito Comunista Italiano

Ma potrebbe esserci dell’altro.

Il ritorno della sigla storica PCI, a prescindere da come la si pensi, è un iniziativa da “salutare” con estremo interesse, nella misura in cui coinciderà con un “abbraccio” alla “politica vera”, quella delle idee, delle proposte, della riflessione, non quella sul “sesso dei… capi”.

Il passato ci ha “regalato” molti “leader veri”, di sostanza e non di apparenza, del confronto e non del selfie. Il “leader vero”, della “politica vera”, è quello che ricerca costantemente il consenso e non i voti.

Oggi tutto lo spazio della politica è saturo, occupato dal gossip. Non è pensabile, che il capo di un partito esprima concetti, ragionamenti, riflessioni non in linea con la propria base di riferimento.

Icapi di oggi” solo soltanto portavoci della propria base di elettori. Tutta la loro attività politica si concentra esclusivamente nella ricerca dell’applauso, e la conseguente croce sulla scheda, mai nella direzione della riflessione e del confronto.

Quindi, la pessima politica è determinata dall’assenza di “leader veri”, i quali essendo espressione della società, nell’attimo in cui, quest’ultima latita, non ci sono.

Noi, popolo sovrano, non siamo capaci di guardare oltre il nostro interesse personale, come sempre.

La politica, quella vera, nasce proprio dall’esigenza di frenare questo individualismo innato, istintivo dell’uomo. Siamo stati così bravi da trasportare il nostro cinismo nella politica, e quindi spostare lo scontro di interessi esistente nella società, nelle istituzioni, nella vita pubblica.

A queste condizioni è impossibile mutare lo stato delle cose, ci aiuta la rinascita di aggregazioni, come il PCI, dove si discute, ci si confronta sulle idee.

Personalmente credo che la forma “partito”, per la gestione degli intessi della società, sia obsoleta, ma almeno è qualcosa ed era tanto nel passato.

L’alternativa, che ci meritiamo, sono le discussioni su Gigi Buffon dalla parte del premier, Sabrina Ferilli che vota Virginia Raggi, Alba Parietti schierata per il no al referendum, i selfie di Matteo Renzi e le decisioni della Casaleggio Associati.

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Aporie | La differenza che passa tra capo e garante

Avete presente Virginia Raggi, lei, la candidata alla carica di sindaco a Roma del Movimento di Beppe Grillo. Un giorno si e l’altro pure, anche contro la sua volontà, non certo a sua insaputa, la troviamo nelle prime pagine di tutti i quotidiani. Buon segno, almeno per lei. Leggi tutto “Aporie | La differenza che passa tra capo e garante”

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