Le Olimpiadi e la Riforma Costituzionale

Olimpiadi e Riforma costituzionale
Olimpiadi e Riforma Costituzionale

A quanto pare Virginia Raggi ha deciso: “No alle Olimpiadi!”.

Definire le priorità per la città, non solo è una prerogativa di chi amministra, ma un obbligo al cospetto del popolo sovrano.

La Roma a Cinque Stelle senza alcun dibattito consiliare, si comporta esattamente come farebbe il Governo se dovesse passare la riforma: decide. Una riunione di maggioranza, un voto per alzata di mano e le cose si fanno o non si fanno.

La Riforma Costituzionale fortemente attaccata, boicottata, combattuta, contrastata ed intralciata coast to coast dai grillini, non fa altro che accelerare le procedure legislative ed i processi decisionali, cosa assai utile, senza passare da lunghi ed inutili dibattiti parlamentari sul nulla, imbevuti di retorica populista.

Ebbene, se passa il referendum, non solo possiamo presentarci in Europa più forti, per far valere le nostre idee nel combattere, anche il terrorismo internazionale, ma soprattutto possiamo decidere, stabilite delle priorità, senza la solita menata delle opposizioni, parlamentari ed extra, le quali da molti decenni consegnano al popolo italiano la democrazia del “non decidere”, una democrazia bloccata, una specie di non democrazia, per meri interessi di bottega.

È solo un passo in avanti, magari piccolo. Neppure Roma fu costruita in un giorno.

Eppure, qualcuno pensa che Roma in Italia l’hanno portata i grillini.

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