Dieta Mediterranea e “Siculish”, la lingua dell’emigrazione in America, al centro dello spettacolo di martedì 23 a Canicattini

siculishCANICATTINI – Un viaggio tra i beni materiali e immateriali Unesco, patrimonio dell’Umanità, che offre la Sicilia, per conoscerne il prezioso valore e la straordinaria bellezza, collegandoli tra di loro in una rete che dialoghi e li promuova. Leggi tutto “Dieta Mediterranea e “Siculish”, la lingua dell’emigrazione in America, al centro dello spettacolo di martedì 23 a Canicattini”

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Nessun rischio di “revoca” per i siti Unesco del “Val di Noto”, lo dicono gli assessori Raudino e Schillaci di Noto e Scicli

Noto – In queste ultime settimane si è parlato tanto e si è descritto un quadro di abbandono e di degrado dei siti Unesco della provincia di Siracusa, così come del loro piano di gestione.

La cattedrale di Noto
La cattedrale di Noto

Il mancato intervento delle Amministrazioni pubbliche nell’area del barocco del Val di Noto così come a Siracusa e a Pantalica,  lamentato da più parti, ha messo ancora una volta sotto i riflettori questo enorme patrimonio storico culturale del siracusano.

L’allarme lanciato anche sulla stampa dallo stesso Ray Bondin, il dirigente maltese responsabile dell’area Unesco della quale fa parte la provincia di Siracusa, affinchè si intervenisse per evitare che venissero revocate le iscrizioni nella World Heritage List, ha certamente suscitato preoccupazioni, ma anche polemiche.

Nel dibattito che si è aperto, oggi intervengono anche gli assessori al patrimonio Unesco di due dei Comuni del “Val di Noto”: Cettina Raudino del Comune di Noto, capofila di quel riconoscimento, e Giampaolo Schillaci di Scicli, quest’ultimo anche quale rappresentante del Sito Val di Noto in ambito del  C.une. Sicilia (Coordinamento Unesco Sicilia).

«Sono destituite da ogni fondamento le voci apparse sulla stampa per le quali cinque siti dei sette siciliani iscritti all’Unesco sarebbero a rischio di revoca dalla iscrizione alla World Heritage List – scrivono in una nota la Raudino e Schillaci -. Destituita da ogni fondamento anche la notizia di una presunta preoccupazione, per tali cinque siti, espressa  dall’esperto UNESCO Ray Bondin, che peraltro opera a stretto contatto i rappresentanti dei siti stessi ed è stato da noi appositamente contattato per l’occasione. Per i non addetti ai lavori sarà utile sapere che il processo di revoca dal World Heritage List dell’Unesco è molto complesso, dipende dal Centro del Patrimonio Mondiale che ha sede a Roma presso il Mibact, è costituito inizialmente da azioni di sostegno da azioni di sostegno nei confronti del Sito in difficoltà».

«Nell’ambito  dei contatti diretti recentemente intrapresi fra i rappresentanti di tutti i siti sicilianiaggiungono i due assessorinon si è  appalesato alcunché del genere e più ancora possiamo garantire che il sito “Le città tardo barocche del Val di Noto”  non è interessato da alcuna procedura del genere. A titolo informativo, il Sito ha inviato per tempo il Rapporto Periodico all’Organo di Controllo Unesco, tramite l’Ufficio Unesco del Comune di Noto. Si tratta di un monitoraggio scrupolosissimo, redatto in coordinamento fra gli 8 Comuni  del Sito. Il Rapporto,  volto ad appurare lo stato di attuazione del piano di gestione, le criticità e i punti di forza, è stato valutato già da tempo dall’Unesco».

«Sono sempre più numerose, infine – concludono Cettina Raudino e Giampaolo Schillaci -, le collaborazioni fra le città del Sito, volte a migliorare la diffusione dei valori Unesco fra i cittadini e l’attrattività nei confronti del turismo culturale tramite il rafforzamento del brand del Val di Noto».

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