La libertà di stampa in Italia: solo sulla carta

L’articolo 21 della Costituzione garantisce a tutti il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero.

Facile affermare che essendo l’Italia un Paese democratico, con una signora Costituzione da molti invidiata, la Libertà di Stampa gode di molte garanzie e i giornalisti tutelati nello svolgimento del proprio lavoro che rappresenta un vero e proprio caposaldo a difesa della Democrazia.

Leggi tutto “La libertà di stampa in Italia: solo sulla carta”

Incontro sulla Costituzione del dirigente del Commissariato di Polizia di Pachino con gli studenti del “M. Bartolo”

foto-liceo-bartoloPACHINO – Nella giornata di ieri, il dirigente del Commissariato di Pachino, Paolo Arena, ha tenuto un incontro con i giovani studenti dell’Istituto scolastico “Michelangelo Bartolo”, alla presenza dei docenti, dei rappresentanti Rotary club e del sindaco Roberto Bruno, per parlare dell’importanza della Costituzione. Leggi tutto “Incontro sulla Costituzione del dirigente del Commissariato di Polizia di Pachino con gli studenti del “M. Bartolo””

Le Olimpiadi ed il vincolo di mandato

Art. 67 della Costituzione: "Vincolo di mandato"
Art. 67 della Costituzione Italiana: “Vincolo di mandato”

Il Movimento 5 Stelle, dopo un orchestrato tira e molla, un andirivieni sulle Olimpiadi, durato l’intera campagna elettorale, passando dal “no” perentorio e scritto, al “si” mite verbale, poi ancora al “forse” ed infine al referendum risolutivo tra i cittadini romani, alla fine, pare abbia deciso di ritirare la candidatura. Legittimo.

Ecco, si fa un gran parlare del vincolo di mandato elettorale e del programma come fonte di tutte le azioni di chi governa, e poi il potere grillino decide senza ascoltare il popolo sovrano, men che meno la celeberrima rete, su un tema rispetto al quale la sindaca ha cambiato idea a ripetizione.

Un coerente ed onesto attivista a cinque stelle dovrebbe sentirsi beffato.

Invece no, esiste l’escamotage. Nel programma c’era, le parole successive non contano… verba volant, scripta manent…

Come al solito le regole valgono solo per gli altri.

Al netto dell’ironia, però, si va consolidando una prassi, una consuetudine pericolosa, i grillini possono sfanculare chiunque, ma chiunque critica i grillini è disonesto, ladro, in malafede e privo di argomenti.

 

 

Un accordo indicibile: Travaglio-Berlusconi

Marco Travaglio e Silvio Berlusconi
Marco Travaglio e Silvio Berlusconi

Marco Travaglio, con tutti i partigiani al seguito, ha fondato la nuova resistenza per contrastare la deriva autoritaria di Matteo Renzi.

Una posizione che si può non condividere, ma è legittima, autorevole, ed è soprattutto utile per venderci qualche libro.

Ecco, esistono le versioni gratis sul come “distruggere Matteo Renzi in due minuti”, che girano sui Social, e poi c’è la versione ufficiale al prezzo di 10 euro e 50.

Ma in tutta questa vicenda c’è qualcosa che la rende grottesca e paradossale, ai limiti della follia.

Il fronte del NO è riuscito a mettere insieme il tutto ed il suo contrario, generali alla ricerca di eserciti.

Ci sono pure Silvio Berlusconi e Marco Travaglio, insieme. Ma c’è dell’altro.

Tutti i generali della resistenza all’antirenzismo, nel manifestare il proprio dissenso al regime, girano l’Italia, gli studi televisivi, le prime pagine dei giornali, le home page dei social con le tasche piene e le mani occupate.

Una serve per mostrare in bella evidenza la Costituzione della Repubblica Italiana.

Mobilità parlamentare ordinaria: “Il cambio casacca”

Articolo 67 della Costituzione
Articolo 67 della Costituzione

Ha destato un certo scalpore il “cambio casacca” di un consigliere comunale nel ragusano.

Eletto con una lista civica, manco il tempo della proclamazione, è passato con il Partito Democratico.

Ora, il “cambio casacca” è una pratica assai diffusa in Italia. Spesso, quasi sempre, avviene in una duplice direzione, in entrata, per ottenere qualcosa, o in uscita, perchè qualcosa è stata negata.

L’esercizio della funzione di parlamentare senza vincolo di mandato è previsto nella “migliore” Costituzione del mondo, voluta dai “migliori” padri costituenti.

Oggi questo nobile istituto è in crisi a causa di un abuso nella “mobilità” dei politici, però, non si può cancellare un diritto costituzionale fondamentale, anche perchè, l’abolizione dell’articolo 67, non è la soluzione del problema. Peraltro a chiederne la “gridata cancellazione” è chi sottopone i propri parlamentari al proprio vincolo.

Ecco dove casca l’asino.

Un parlamentare eletto non rappresenta i suoi elettori, ma l’intera nazione.

La politica nel corso degli anni si è trasformata al punto che un politico ormai rappresenta esclusivamente se stesso, ed in casi eccezionali gli interessi dei suoi elettori.

Al contrario, per risolvere il problema è necessario modificare quell’articolo nella direzione di fortificare l’assenza di vincolo, ogni eletto, una volta eletto, cessa di essere vincolato ai suoi elettori ed al suo partito, per ergersi a rappresentare dell’intero popolo sovrano, vincolato agli interessi della totalità.

La questione del “cangiamento”, sotto l’aspetto politico, nasce essenzialmente dalla necessità di raccattare maggioranze, a volte per sopravvivere, altre per vivere più a lungo, quindi più che il vincolo di mandato, oggetto della nostra attenzione, non può che essere la “governabilità”.

Bene, premesso che la politica italiana vive per comparti stagni, incomunicabili tra di loro, e al momento prevale la politica dell’inciucio e non quella del compromesso, la soluzione non sarà l’Italicum, una legge figlia del non dialogo, ma qualcosa di simile. Dalle elezioni deve scaturire un vincitore, con i numeri per governare, se nel corso della legislatura vengono a mancare, si ritorna alle urne.

Ma l’Italia è un paese strano, dove la politica è vista esclusivamente come quel luogo in cui ognuno può realizzare i propri interessi, una pensione, un posto di lavoro, un elemosina, un tozzo di pane.

I dibattiti accesi, le accuse reciproche, l’asfaltatura del nemico servono proprio a vincolare gli interessi del parlamentare e del suo gruppo con quelli del popolo di riferimento.

Il livello mediocre, sullo scarso, della politica italiana, è questo suo provincialismo, questo vincolo di mandato agli interessi di parte.

*****

Entra nell’archivio di “Aporie

RSS
Follow by Email
Linkedln
Share