C’è bisogno di verità ! Sulla strage di via D’Amelio così come sui tanti misteri di un Paese che non si interroga sul proprio futuro

Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta uccisi in via D’Amelio

Ventisette anni, tanta la distanza da quel 19 luglio 1992, quando a Palermo, alle ore 16:58, una carica di tritolo caricata su una Fiat 126 posteggiata in via D’Amelio, davanti alla casa della madre del giudice Paolo Borsellino, così come 57 giorni prima era successo a Capaci lungo l’autostrada tra  Punta Risi e il capoluogo siciliano, faceva strage di innocenti.

Su quel fronte di una città martoriata venivano uccisi, dilaniati, Paolo Borsellino e gli agenti Claudio Traina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Agostino Catalano e Walter Eddie Cosina.

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Ricordati oggi a Canicattini Bagni tutte le vittime di mafia e il 25° anniversario della strage di Capaci

Un momento della manifestazione in Piazza Borsellino a Canicattini per ricordare il 25° della strage di Capaci e le vittime di mafia

CANICATTINI – Una grande festa, tutti insieme, Amministrazione comunale, con il testa il sindaco Paolo Amenta, e i bambini dell’Istituto comprensivo “G. Verga” dei plessi Garibaldi e Mazzini, accompagnati dai loro insegnanti e dalla dirigente scolastica, professoressa Giovanna Rubera, hanno voluto ricordare questa mattina in Piazza Borsellino, come annunciato nei giorni scorsi, il 25° Anniversario della strage mafiosa di Capaci del 23 maggio 1992,  nella quale persero la vita nella quale trovarono la morte per mano mafiosa il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito SchifaniRocco DicilloAntonio Montinaro, e furono feriti Paolo CapuzzoAngelo CorboGaspare Cervello  e  Giuseppe Costanza. Leggi tutto “Ricordati oggi a Canicattini Bagni tutte le vittime di mafia e il 25° anniversario della strage di Capaci”

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Nel 25° anniversario della strage di Capaci, noi non dimentichiamo le vittime delle mafie

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino … per non dimenticare

Il 23 Maggio 1992 la mafia fa esplodere 1000 kg di tritolo in un cunicolo dell’autostrada A29 per Palermo, nei pressi di Capaci, uccidendo il giudice simbolo della lotta alla criminalità mafiosa, Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, e ferendo Paolo Capuzzo, Angelo Corbo, Gaspare Cervello e Giuseppe Costanza. Leggi tutto “Nel 25° anniversario della strage di Capaci, noi non dimentichiamo le vittime delle mafie”

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Martedì 23 maggio 25° anniversario della strage di Capaci, Canicattini lo ricorda con i bambini delle scuole il 30 maggio

Il pannello con Falcone e Borsellino

CANICATTINI – In occasione del 25° Anniversario della strage di Capaci del 23 Maggio 1992, nella quale trovarono la morte per mano mafiosa il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, e furono feriti Paolo Capuzzo, Angelo Corbo, Gaspare Cervello e Giuseppe Costanza, il  sindaco di Canicattini Bagni, Paolo Amenta, e l’Amministrazione comunale, insieme ai bambini dell’Istituto Comprensivo “G. Verga” della città, ricorderanno questa triste pagina di storia della lotta alla mafia, con una cerimonia che si terrà il 30 maggio, con inizio alle ore 9:00, in Piazza Borsellino, davanti al grande pannello – monumento inaugurato lo scorso anno in ricordo di tutte le vittime delle mafie, che riproduce la celebre foto del fotoreporter Tony Gentile con i due uomini simbolo della lotta alla criminalità e al sistema mafioso in Sicilia, i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

 

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Competere in cultura

Fontana della Barcaccia a Piazza di Spagna a Roma
Fontana della Barcaccia di Piazza di Spagna a Roma

La poesia è dolce come il miele e scorre come l’acqua.

A volte narra tristezza, morte, delusioni, amarezze, sofferenze, dispiaceri, contrarietà, disillusioni, ma c’è qualcosa che l’armonizza tutta, una specie di motivo di fondo, quella sublime soavità nel raccontare.

Leggere una poesia nella mente è la più rara delle esperienze umane.

Se dallametafisica della poesia” ci spostiamo alla “cruda realtà”, il leitmotiv della nostra vita diventa quell’individualismo cinico, che accompagna i nostri gesti.

Perchè non fare come i Greci.

Un popolo smisuratamente competitivo, comprese la necessità di spostare il “confronto” dalla guerra al gioco, e si inventarono le Olimpiadi. In palio c’era l’onore, diventare eroi.

Noi italiani eccelliamo nella retorica, ci scontriamo sul nulla, siamo degli ottimi attori nel recitare finte tragedie.

La scenografia, il contesto è eccellente, smisuratamente sublime, in ogni dove, dalle Alpi alla Sicilia.

Quindi, saliamo a bordo della “barcaccia” Italia e competiamo in cultura, alla faccia della crisi.

Invece di inscenare liti furibonde sulle gesta eroiche di Alessandro Di Battista, sulle scorte di Matteo Renzi, e sulle olgettine di Silvio Berlusconi, ci confrontiamo sulle invenzioni si Leonardo Da Vinci, sulle scoperte di Cristoforo Colombo e sull’immenso pensiero di Giovanni Falcone.

Siamo o no, un popolo di inventori, navigatori e pensatori… e allora.

Prima di tutto la cultura.

 

 

 

 

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