Le Olimpiadi e la Riforma Costituzionale

Olimpiadi e Riforma costituzionale
Olimpiadi e Riforma Costituzionale

A quanto pare Virginia Raggi ha deciso: “No alle Olimpiadi!”.

Definire le priorità per la città, non solo è una prerogativa di chi amministra, ma un obbligo al cospetto del popolo sovrano.

La Roma a Cinque Stelle senza alcun dibattito consiliare, si comporta esattamente come farebbe il Governo se dovesse passare la riforma: decide. Una riunione di maggioranza, un voto per alzata di mano e le cose si fanno o non si fanno.

La Riforma Costituzionale fortemente attaccata, boicottata, combattuta, contrastata ed intralciata coast to coast dai grillini, non fa altro che accelerare le procedure legislative ed i processi decisionali, cosa assai utile, senza passare da lunghi ed inutili dibattiti parlamentari sul nulla, imbevuti di retorica populista.

Ebbene, se passa il referendum, non solo possiamo presentarci in Europa più forti, per far valere le nostre idee nel combattere, anche il terrorismo internazionale, ma soprattutto possiamo decidere, stabilite delle priorità, senza la solita menata delle opposizioni, parlamentari ed extra, le quali da molti decenni consegnano al popolo italiano la democrazia del “non decidere”, una democrazia bloccata, una specie di non democrazia, per meri interessi di bottega.

È solo un passo in avanti, magari piccolo. Neppure Roma fu costruita in un giorno.

Eppure, qualcuno pensa che Roma in Italia l’hanno portata i grillini.

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Beppe Grillo e l’onorevole Trombetta

Beppe Grillo,leader del Movimento 5 Stelle
Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle

Il leader del Movimento 5 Stelle, appena uscito dall’incontro in Campidoglio, sembrava Lionel Messi, il calciatore argentino, con un solo e geniale dribbling si è liberato di tutti i giornalisti, che lo marcavano “a uomo”.

Il colpo da fuoriclasse è tutto in queste parole: “Avete una struttura di linguaggio che non capisce il Movimento. Quando comincerete a cambiarla cominceremo a parlare”.

Potrebbe essere al contrario. Non sono gli altri a non capire è lui che si spiega male.

Ecco, c’è un film di Totò, quello con l’onorevole Trombetta, in cui il principe alla richiesta del biglietto, da parte del controllore, non essendone in possesso, imbastisce l’ennesima, interminabile e sconclusionata discussione delle sue, una specie di “dribbling alla Grillo

Non si capivano.

Come noi. Ma il nostro sketch non è per ridere, anche se, uno degli interpreti è un comico.

Quello che proprio non si capisce è questa procedura comportamentale, non solo di Beppe Grillo, ma di tutti i piccoli e grandi “grillini”, ovunque sparsi nella penisola.

Una sorta di necessità esistenziale, quella di innalzare uno steccato invalicabile, ed impostare da un lato il popolo eletto a Cinque Stelle e dall’altro tutto il resto del mondo, incapace di comprendere e quindi “discriminato”.

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achille-tartaruga

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Verso la finalissima: grillini contro renziani

La bandiera italiana
La bandiera italiana

Mi sono letto un po’ di twitter dei supporter della politica.

Sono uguali a quelli dei tifosi di calcio, spiccicati.

Centoquaranta battute preconfezionate, già scritte, come i modelli dei messaggi sui telefonini, uguali per le parti in causa, cambia il soggetto. Gli uni danno dell’ignoranti agli altri e viceversa.

In tutto questo essere del calcio nella politica, c’è qualcosa che non va.

L’appartenenza ad una “compagine” ti obbliga, anche di fronte a situazioni che non condividi o comunque strampalate a difenderle, farle tue e diffonderle a colpi di post e twitter.

Accade sovente, che evitiamo di costruirci un idea su qualcosa in attesa che il capo detti la linea, tiri fuori dal cilindro magico un “coniglio”, a quel punto si aprono “i dibattiti della minchia per schieramenti”, dove i grillini sono con Grillo i renziani sono con Renzi, e chi, come i Salvini, gli Alemanno ed i Marino, con i relativi supporter a seguito, non partecipano alla sfida per lo scudetto, scelgono il “coniglio” più conveniente per la propria parte politica.

Questo aggrapparsi alle idee del capo è forse l’elemento che ci ha condotti a questa crisi di valori nella politica, alla delega in bianco e soprattutto a darci delle mezze figure come leader.

Sarebbe interessante ragionare per temi, ognuno di noi utilizzando la propria testolina.

Immaginate un grillino, che difende un idea di Renzi perchè buona o un renziano valorizzare una proposta di Grillo perchè interessante.

Accade invece, che se Beppe Grillo dichiara “è maschio”, tutti i grillini ripetono all’unisono è vero ha la “pipì”, ed è chiaro che i renziani non vedono una beata minchia

Se non usciamo da certi schemi, meccanismi a comparti stagni, continueremo a vivere incatenati ed a combattere un inutile guerra, al momento di parole, pur di prevalere sul nemico.

Discutiamo per tematiche e non per partito preso… dai capi.

#ripensiamolapolitica.

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Aporie | Matteo Renzi: “Cunnutu e vastuniatu”

Vincenzo De Luca e Matteo Renzi
Vincenzo De Luca e Matteo Renzi

Qualche giorno fa, nella conferenza stampa con il “petaloso” Vincenzo De Luca, alla presentazione del “Patto per la Campania”, Matteo Renzi ha sostenuto: “Non capisco perchè mi contestano”. Leggi tutto “Aporie | Matteo Renzi: “Cunnutu e vastuniatu””

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