Prima gli Italiani. Perchè?

Immaginiamo per un attimo che la frase “prima gli italiani” la ripetessero nell’ordine i settentrionali nei confronti dei meridionali, i tedeschi al cospetto degli italiani, gli americani verso gli europei, ed un ipotetico popolo extraterrestre riferendosi ai terrestri.

L’elemento agghiacciante dell’intera vicenda va ricercato nel fatto che diciamo “noi”, ma in realtà intendiamo dire “io”.

Ecco la frase corretta “prima ci sono io, poi tutti gli altri”.

Bene, la morale collettiva si ferma davanti al bene personale, all’utile per se stessi.

Questa è una legge non scritta della natura, “Mors tua vita mea”, propriamente la legge del più forte.

Ma abbiamo scelto, da tempo immemore, la civiltà, il vivere in comunità, insieme agli altri, per cui  al bene personale prevale quello della collettività, determinato attraverso una scala di priorità dettata dal buon senso che, vorrebbe al primo posto sempre gli ultimi.

L’alternativa è la giungla.

Ecco, ora possiamo guardare la foto … potrebbe essere nostro figlio.

Potrebbe essere nostro figlio...
Potrebbe essere nostro figlio…
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Il pomo della discordia è l’Italicum

Il Giudizio di Paride di Pieter Paul Rubens
Il Giudizio di Paride di Pieter Paul Rubens

Ilmito del pomo” si catapulta con mirabile precisione sul nostro caso.

Ebbene, la discordia si consuma su una mela lanciata da Matteo sugli scranni parlamentari dove si stava celebrando il banchetto sulla riforma costituzionale, a cui nessuno volle partecipare.

Nella mela scrisse “al più forte”. Convinto che fosse lui.

Ma ecco la realtà, apparecchiata per distruggere il mito e trasformarlo in una favola,  “… la volpe, furba e presuntuosa… verificata l’impossibilità di prendesi la mela disse, che il frutto era ancora acerbo”.

Quella stessa mela, prima considerata “marcia” da Beppe ed i suoi compari, visto l’ottimo risultato, diventa piatto prelibato e sperano che “nessuno la tocchi”.

Si astengono dal giudizio sull’eventuale sostituzione, “sviando” la discussione sul primo piatto, quello della sostanza.

Però, questa volta la ramanzina di Alessandro Di Battista è perfetta “ma come, Matteo, prima ci hai messo la fiducia, e ora, che la mela non è buona per te, lasci decidere il Parlamento”.

Si continua a litigare, ogni scusa è buona. Difficile che si cominci a discutere.

Che poi questi nomi… prima il “Mattarellum”, poi il “Porcellum”, adesso “l’Italicum”,

ecco, cominciamo dai nomi, normali, magari italiani.

Però, non bisogna illudersi, la legge elettorale non è risolutiva. Possiamo avere il miglior sistema elettorale ed un imperfetto sistema politico, e viceversa.

Una legge è solo il contenitore, nel nostro caso di un contenuto che non c’è.

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achille-tartaruga

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Brevi spunti di riflessione  sull’attualità politica,

da  leggere in un minuto

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Il cangiante Matteo, premier dei “renziani”

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi
Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi

Come un militare indossa una mimetica per camuffarsi e diventare invisibile al nemico, come il mimetismo di taluni organismi che, imitando gli altri, si adattano all’ambiente, anche Matteo tenta invano di confondersi con quel che lo circonda e far finta di nulla.

Quella di domenica è stata una sconfitta pesante, non tanto quella del Partito Democratico, che rimane un fatto di parte, la vera bastonata è arrivata a Matteo Renzi,  di persona personalmente!”, nel suo ruolo di presidente del Consiglio.

Rileggiamo la storia recente.

Due anni fa con fare “rottamatore”, come un fulmine a ciel sereno, nella quiete della politica italiana, allora nelle mani di un innocuo e non pervenuto Enrico Letta, arrivò la figura di Matteo Renzi, uno che, a quei tempi, parlava con gli italiani, con tutti gli italiani. I suoi interventi, il suo interesse era concentrato e diretto alla totalità dei cittadini, e raggiungeva nel cuore gli italiani, penetrandolo.

Dall’attimo in cui diventa prima segretario del PD e successivamente presidente del Consiglio, accade qualcosa, una mutazione, un cangiamento. Abbandona totalmente il dialogo con gli italiani, passando gradatamente, prima a parlare solo con la sinistra, poi solo con il PD, ed infine soltanto con i suoi, al fine di consolidare la sua leadership interna. Nel fare questo, nella sovrapposizione e confusione dei ruoli, è diventato il premier dei soli “renziani”.

Lapessima politica”, antica e moderna, si nutre di questa confusione, l’essere padroni di tutto consente di nascondere le difficoltà, inquadrare il nemico, dichiarargli guerra e vivacchiare verso le elezioni successive.

Lei, caro Matteo, non può dimenticare di essere il presidente del Consiglio dell’Italia intera. I problemi del PD non sono i problemi degli italiani.

Allo scopo di vincere la sua battaglia interna al partito, di parte, ha spesso utilizzato il ruolo di premier di tutti, della totalità.

In tutto questo è venuta a mancare la sua a capacità iniziale di dialogare con gli italiani.

È vero, le opposizioni, le peggiori di tutta la storia repubblicana, hanno scelto la strada del non dialogo e della “caciara”, ma gli italiani, i cittadini, cosa centrano con questa storia di potere?

Ritorni a parlare a tutti, alla totalità dei cittadini e ritorni ad essere il presidente del Consiglio italiano. Non ci serve il premier dei renziani.

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“Iubita”, la Polizia pone fine al traffico di prostituzione di ragazze rumene nel siracusano, 8 indagati tra rumeni e italiani

prostituta_2SIRACUSA – Un’organizzazione dedita allo sfruttamento della prostituzione, composta da rumeni e italiani, quest’ultimi tutti del messinese, è stata sgominata dalle indagini della Squadra Mobile di Siracusa. Leggi tutto ““Iubita”, la Polizia pone fine al traffico di prostituzione di ragazze rumene nel siracusano, 8 indagati tra rumeni e italiani”

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