La Biblioteca comunale di Siracusa presenta giovedì l’ultimo romanzo di Veronica Tomassini “L’altro addio”

SIRACUSA – La Biblioteca Comunale di Siracusa presenterà giovedì, alle 18:30,  nello spazio antistante la stessa struttura, nella piazzetta dei Mergulensi,  il nuovo romanzo della scrittrice e giornalista siracusana, Veronica Tomassini, dal titolo  “L’altro addio”. Leggi tutto “La Biblioteca comunale di Siracusa presenta giovedì l’ultimo romanzo di Veronica Tomassini “L’altro addio””

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Un accordo indicibile: Travaglio-Berlusconi

Marco Travaglio e Silvio Berlusconi
Marco Travaglio e Silvio Berlusconi

Marco Travaglio, con tutti i partigiani al seguito, ha fondato la nuova resistenza per contrastare la deriva autoritaria di Matteo Renzi.

Una posizione che si può non condividere, ma è legittima, autorevole, ed è soprattutto utile per venderci qualche libro.

Ecco, esistono le versioni gratis sul come “distruggere Matteo Renzi in due minuti”, che girano sui Social, e poi c’è la versione ufficiale al prezzo di 10 euro e 50.

Ma in tutta questa vicenda c’è qualcosa che la rende grottesca e paradossale, ai limiti della follia.

Il fronte del NO è riuscito a mettere insieme il tutto ed il suo contrario, generali alla ricerca di eserciti.

Ci sono pure Silvio Berlusconi e Marco Travaglio, insieme. Ma c’è dell’altro.

Tutti i generali della resistenza all’antirenzismo, nel manifestare il proprio dissenso al regime, girano l’Italia, gli studi televisivi, le prime pagine dei giornali, le home page dei social con le tasche piene e le mani occupate.

Una serve per mostrare in bella evidenza la Costituzione della Repubblica Italiana.

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L’antipolitica fatta con i piedi

Maria Elena Boschi
Maria Elena Boschi

Quelmandrillo” di Andrea Scanzi, dopo la politica ed il calcio, si sta specializzando sulle caviglie delle parlamentari.

Ebbene, su Maria Elena Boschi ha detto: “Sono dei piedi cicciuti che ‘spanciano’, sono grassottelli e in più ha anche la caviglia bruttina”.

Ora, non c’è dubbio che la “caviglia” sia un arma seduttiva di primordine per una donna, preferita da molti uomini. Però questa Maria Elena Boschi, che a detta di molti è una donna bellissima, pur di “asfaltarla” politicamente viene dipinta anche fisicamente come un mostro, una bruttura, quasi inguardabile.

Chiaro, la bellezza è soggettiva, però qualche dubbio mi è sorto. Sono andato a guardarmi le caviglie della Boschi, e mi sembrano nella norma, “belle”, come il resto.

Mi è capitato qualche settimana fa di leggere un commento in una delle aporie di un “accanito grillino”, ha scritto: “Maria Elena Boschi è una donna normalissima, la bellezza vera e rara appartiene a Virginia Raggi”.

Poi, ho capito.

È quella storia della coerenza, del tutto bianco o tutto nero, della “schiavitù mentale”, dei buoni e cattivi, senza vie di mezzo.

Addirittura Marco Travaglio la vedrebbe bene come donna delle pulizie al Parlamento.

Dico, Maria Elena, se serve una mano, io ci sono.

 

 

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I virtuosismi di Marco Travaglio

Il direttore de "il fatto Quotidiano" Marco Travaglio
Il direttore de “il fatto Quotidiano” Marco Travaglio

Marco Travaglio è uno di quelli che  o si ama o si odia, non esistono vie di mezzo.

Si tratta del più importante servitore del popolo sovrano che l’umanità abbia mai conosciuto nel tempo e nello spazio. Almeno questo è quello che pensa di se stesso.

Ora, quella “bambolina” che non è altro del ministro Maria Elena Boschi, che sembra “imbambolata”, le apparenze ingannano, si è rivolta al virtuoso Marco definendolo “un noto giornalista, ascoltato da molte persone” e con la soavità che si addice ad una signora, per altro bellissima, lo ha apostrofato come bugiardo, in parole povere uno “sparaballe”.

Non sia stato mai. Quello ha un apposita rubrica “Ma mi faccia il piacere”, del tipo ma come si permette.

Manco sono passate le 24 ore ed al sorgere del nuovo giorno, ecco la risposta: “Ma chi io?  Non mi sognerei mai di mentire, quello delle balle è l’unico terreno su cui partirei sconfitto in partenza”.

Bene, discutere sulla “balle” di Travaglio è tempo perso, dopo ore di inutili e “pallosi” dibattiti, essendo la valutazione del virtuosismo un fatto meramente soggettivo, ognuno rimarrebbe ancorato sulla propria posizione.

Ma c’è una cosa, che prescindere dalle “balle”, si erge a verità assoluta, plasmata nei secoli dall’esperienza popolare.

In Sicilia si dice: “Cu si vanta ca so vucca… u cchiù babbu è cu s’ammucca”.

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achille-tartaruga

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Ancora tu… Massimo D’Alema

Massimo D'Alema
Massimo D’Alema

Albaffetto, ex leader Massimo”, tirato per i capelli nell’agone politico da Repubblica, per quei retroscena su Matteo Renzi, non è parso vero questo inaspettato, quanto desiderato, ritorno da protagonista al centro del dibattito politico.

Giorni interi durante i quali si è sforzato con i suoi più stretti collaboratori nel tentativo di smentire quelle “intercettazioni ambientali rubate”, che fa? Ospite dall’ormai epurato Massimo Giannini, non solo conferma, ma rilancia.

Ottimo stratega, superlativo giocatore di poker politico.

Di tutte le esternazioni la pennellata dell’artista si è materializzata non già quando ribadisce il no alle riforme, quanto nel sublime e perentorio passaggio successivo “sono peggio di quelle di Berlusconi”.

Copiata.

Copiata da Marco Travaglio, che a sua volta ha ripreso le affermazioni dell’ex Tsipras italiano, Maurizio Landini. Fra di loro una miriade di politici, commentatori e cittadini hanno utilizzato la stessa frase per dire che, Silvio era un “asino”, ma Matteo è “nu sceccu“.

La primacosa” che si e fatta spazio nella mia mente è stata, “ma se così tante persone importanti sono convinte di questo, vuol dire che è vero”, poi lentamente si è impossessato dei miei pensieri quel detto popolare “si stava meglio quando si stava peggio”.

A quel punto credevo di aver esaurito le impressioni su quella frase, invece no.

Senza togliere nulla alla mediocrità di Matteo Renzi, “ma non è che”… i landini, i d’alema, i travaglio, i professoroni del no e tutti quelli del pensiero unico, quando c’era il berlusca erano posizionati bene, mentre oggi, “contano” quanto il due di coppe mentre la briscola è a denari?

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