Grillo abbiamo un problema: il “tuo” popolo

Beppe Grillo

Il movimento Cinque Stelle continua la sua inarrestabile “marcia su Roma”. Era un movimento nato per cambiare il mondo è finito per diventare un partito, capace di cambiare solo se stesso.

L’ultimagrillata on line” non è stata utile per l’ingresso nell’Alde, però ha collocato i grillini definitivamente nella politica del potere.

Ebbene, tutta “l’arlecchinata” dimostra, anche ai più scettici, che il popolo dei supereroi “segue”, a prescindere dai contenuti, le decisioni promosse dal capo, al massimo con qualche battito di ciglio.

Esattamente come gli altri, come tutta la politica del potere, anche il Movimento Cinque Stelle si caratterizza, sempre più, per la formula dell’“uno” che comanda e dei tanti altri “uno” che eseguono, con una differenza sostanziale: il dissenso non è consentito. Coloro che si permettono di criticare il capo sono espulsi ed in alcuni casi costretti a pagare salatissime penali.

Caro Beppe Grillo, il problema c’è, coinvolge tutti, non solo i supereroi a Cinque Stelle, ed è grave.

Infatti, se la maggioranza degli italiani diventa proprietà esclusiva di “uno”, e si trova nella condizione esistenziale di assecondare il capo, sempre e comunque, il problema è dell’intero paese.

L’uno dei Cinque Stelle è riuscito in un operazione assolutamente geniale e diabolica nel contempo. Nella prima fase, con una brillante idea, senza precedenti nella politica, ha reso libero un popolo, incatenato dal potere, invitandolo a pensare con la propria testa, lontano dalle vecchie logiche del malaffare.

Alla fine dell’intero processo, quello stesso popolo, senza neppure accorgersene, non pensa più con la testa del potere, ma soltanto con quella di Beppe Grillo, per altro sempre più in uno stato confusionale.

L’idea di fondo nella logica pentastellata consiste nell’assunto che tutto il potere e solo il potere, a parte quello a Cinque Stelle, vive nel malaffare e tutto il popolo, a parte quello stellato, è un branco di pecore, e per uscire da quella condizione gli è sufficiente aderire al movimento di Beppe Grillo.

Non sono importanti i comportamenti, i programmi, le azioni quotidiane, in quanto il capo le cambia, le adatta, l’unica cosa che conta è aderire, allo scopo di raggiungere la maggioranza e conquistare il potere.

Dagli avvisi di garanzia alla parentopoli, dalla presunzione all’ignoranza, tutta la gamma dei comportamenti dei grillini al potere sono assolutamente identici a quelli di chiunque “comandi”, solo che cambiando le regole, proponendo nuovi codici, votati con maggioranze bulgare, i comportamenti diventano regolari, codificati e legittimi.

Il popolo a Cinque Stelle appare snaturato nel suo essere e soggiogato al volere dell’uno.

Nel teatro, da tempo è scomparsa la figura del capocomico, “colui che costituisce e dirige una compagnia, assumendosi il carico dell’impresa, responsabile in proprio sia verso gli attori da lui scritturati e il personale della compagnia”.

Il capocomico ha fatto una capatina in politica, il pubblico “paga” e gli incassi volano. Si continua a ridere… almeno per adesso.

Virginia Raggi di sole abbaglia Matteo

Virginia Raggi, nel riquadro Matteo renzi
Virginia Raggi, nel riquadro Matteo Renzi

Laraggiante” Virginia splende come il sole… di una felicità contagiosa.

Questa era l’immagine della candidata pentastellare al Comune di Roma nella notte di domenica, a risultati acquisiti.

Per quanto atteso, comunque, sorprende tante volte, il popolo dice una cosa per farne un altra.

Ora, a prescindere dal ballottaggio, il risultato di Roma sommato a quello di Torino, sono li a testimoniare un fatto: una parte consistente degli italiani, “sentono” di poter affidare il governo delle loro cose al Movimento Cinque Stelle.

I grillini crescono e “diventano grandi”. Col passaggio alla maggiore età ci si aspetta anche maturità e responsabilità, come nella vita, come un padre di famiglia, mica può dire sempre “si” ai propri figli.

Ecco, il “popolo sovrano” ed i “figli”, allo stesso modo, sono irresponsabili, sempre a chiedere… “la luna nel pozzo”.

Quindi la domanda diventa: saranno in grado i “padri” a gestire i “figli” e quindi “portare avanti” la famiglia?

A sentir il DiBa non è cambiato nulla. Nella notte dopo l’eccellente 35,25% dei voti, ha regalato alla propria prole una Ferrari di gran lusso… alla prima occasione si è scagliato come un matto sul direttore del Tg1, Mario Orfeo.

Luiasfalta” ed il popolo raggiunge orgasmi cosmici.

Il primo turno ci consegna i Cinque Stelle vincenti, su quasi tutte le ruote e un premier sconfitto sull’intera linea. Ma, dell’abbagliato Matteo ne parleremo domani.

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