Riforma della maggioranza. Una balla

La Costituzione Italiana
La Costituzione Italiana

Parafrasando Protagora possiamo dire che intorno alla riforma costituzionale esistono due ragionamenti contrapposti ed una miriade di argomenti per puntellare quella a noi più conveniente.

Pare, ma le apparenze possono ingannare, che spesso ci esprimiamo non già sulla base dei contenuti, ma in relazione al più generale renzismo e antirenzismo.

Questa riforma è diventata della maggioranza, ma all’inizio…

Notte tempo, il premier aveva chiesto a tutte le forze politiche e alla società civile di contribuire alla stesura.

Solo Silvio Berlusconi aderì al confronto.

Anzi, proprio a causa del famigerato Patto del Nazareno, scattò la prima scusa del no.

Poi, Berlusconi fece un passo indietro, sembrava la volta buona.

No. Ecco edificata la seconda scusa del no: c’è Verdini.

Matteo Renzi incurante dell’ambiente circostante e attento alle regole proprie della politica – si discute, se si può, poi si decide – è andato avanti.

Bene, a quel punto è stata tutta un alzata di scudi, sapientoni e professoroni, hanno accusando Matteo Renzi di deriva autoritaria. Esattamente la terza scusa del no. Poi… pare siano 35 in totale le scuse.

In Italia esiste un partito del NO ad oltranza. Un NO al dialogo.

 

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Il maestro e l’allievo: “personaggetti geniali”

Andrea Scanzi e nel riquadro il "maestro" Marco Travaglio direttore del Fatto
Andrea Scanzi e nel riquadro il “maestro” Marco Travaglio direttore del Fatto

Andrea Scanzi è un giornalista del Fatto Quotidiano assai conosciuto ed apprezzato nell’area antirenziana. Ogni tanto mi capita di seguire le sue esternazioni, impregnate da un inaudita ed impressionante violenza verbale, alla pari di quelle sciorinate dal suo maestro.

Sul Fatto di ieri ha concesso un intervista a se stesso. Semplicemente geniale.

Lo schema è questo. Ha trasformato in domande alcuni commenti dei suoi lettori, quelli più critici, e si è dato delle risposte. Il fine ultimo dell’ironica genialata è quello di  dimostrare la sua immensa e sopraffina coerenza.

Ora,sta cosa” della coerenza a tutti i costi, che rimane il punto G, la fissazione di tutti quelli dell’onestà, conduce, inevitabilmente, “a cambiare la verità pur di raccordarla al proprio pensiero”. Ma questo è manifesto come la vittoria della nazionale contro il Belgio.

Ma il verboscanziano”, alla pari di quello del suo direttore, non è l’antirenzismo, come fu l’antiberlusconismo, e neppure gli spudorati “asfalti” alla Maria Elena Boschi ed a tutte le donne di Matteo.

Niente di tutto questo, ma “l’autocelebrazione”.

Però, l’allievo nel tentativo di superare il maestro, commette  un errore capitale.

Nelle vesti di un Protagora o di un Gorgia, raggiunge l’apice della sua retorica, “l’orgasmo narcisista”, quando spiega, senza alcuna ipocrisia, l’eccezionalità di aver concesso un’intervista a se stesso, manifestando la sua genialità.

Il maestro si “ammira” allo specchio, e con fare serioso, esalta la natura capace di aver regalato soltanto a lui, e pochi eletti, bellezza e bravura insieme, l’allievo svela il trucco.

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Aporie | #riformacostituzionale. Il caso dei “professoroni”

Bene, tanto i ragionamenti a favore del SI, quanto quelli per il NO, sono supportati da argomentazioni valide. La differenza è quasi impercettibile, al punto  che, tanto i fautori del SI, quanto quelli del NO, potrebbero, utilizzando le medesime argomentazioni, con la tecnica della “modalità speculare”, spostarsi dall’altra parte, senza colpo a ferire. Alcuni lo hanno già fatto. Leggi tutto “Aporie | #riformacostituzionale. Il caso dei “professoroni””

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“U Sceccu” vuol sapere cosa votare sulle trivelle

sceccuC’era uno, certo Protagora, il quale sosteneva: “Intorno ad ogni oggetto ci sono due ragionamenti contrapposti”. Se l’oggetto sono le “trivelle siciliane”, esiste un ragionamento per il NO ed uno nella direzione del SI.

Ora, lasciamo stare le cose nostre, tutte italiane, per dire Si bisogna scrivere No e viceversa, quello che proprio non si capisce è il senso delle “non parole” di Matteo Renzi.

Allora, nel caso in specie l’astensione non ha senso, perchè con buona pace di Protagora ci si appella ad un singolare caso di libertà di coscienza della politica italiana. Il governo in sostanza, in stile Pilato, dice, “le trivelle non sono nulla di buono, però portano soldi, noi ci tiriamo fuori”.

E no, caro presidente, sarebbe stato più utile alla collettività “impostare” un dibattito serio sull’argomento, cioè i due famosi ragionamenti, se deturpare le bellezze della Sicilia o incassare un po’ di soldi, al massimo, per una generazione.

Il rischio, evidente nel mondo dei social, è un certo schema, quello per cui si segue una direzione non in base ad un ragionamento, ad una logica, ma così per moda. Si, No, Astensione, come un gioco a quiz.

Molti anni fa, proprio la provincia di Siracusa, non si pose neppure il problema.  Fu stabilito, con una ragionamento senza referendum di creare la zona industriale nella provincia aretusea. In sostanza a quell’epoca si preferì la “pagnotta immediata” alla prospettiva, non solo ambientale, di puntare sul turismo.

Alla fine dei conti ci siamo trovati, proprio come quelli che la videro all’asinello, con un pane meno due mezzi, da un lato la disoccupazione, dall’altro un inquinamento con conseguenze spaventose.

Oggi, ancora una volta, invece di aprire un dibattito, di discutere su un tema cosi delicato, che riguarda il nostro futuro, seguiamo le mode.

Quindi, “U sceccu vuol sapere se votare Si, votare No o Astenersi

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La deriva autoritaria del Movimento Cinque Stelle

Grillo e casaleggio
Grillo e casaleggio

C’era uno, quello dell’essere, che sosteneva: intorno ad ogni oggetto ci sono due ragionamenti contrapposti”. Alle parole di Protagora, bisogna aggiungere che ognuno di noi puntella la tesi a lui più conveniente.
Leggi tutto “La deriva autoritaria del Movimento Cinque Stelle”

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