Ecco il governo Gentiloni fotocopia di quello di Renzi, su 18 ministri 12 i riconfermati. Non ci sono Verdini e Scelta Civica

Foto di gruppo del governo con Mattarella

ROMA – La disposizione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, era chiara e perentoria: «Fare in fretta». E così è stato, in considerazioni anche degli impegni internazionali dell’Italia, dentro e fuori le mura di casa.

Con la stessa velocità con la quale il governo Renzi è caduto, si può dire la stessa sera del risultato del Referendum costituzionale di domenica 4, perso dal presidente del Consiglio e segretario nazionale del Pd, è nato il governo fotocopia, nella continuità del precedente, proprio per non perdere tempo e ricominciare dall’inizio, a guida dell’ex ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, renziano.

Dal ricevimento dell’incarico al giuramento di questa sera  dei ministri nelle mani del presidente Mattarella, sono trascorsi appena 48 ore.

Il tempo di consultazioni domenicali veloci del presidente incaricato con le forze politiche, ed ecco pronto l’esecutivo che dovrà portare al varo della legge elettorale, in particolare quella per il Senato, attualmente mancante dopo la nascita dell’Italicum per la Camera, e in tempi brevi al voto, compatibilmente con gli impegni precedentemente assunti.

Nel 2017, infatti, l’Italia avrà la presidenza G7 ed è già fissato l’appuntamento a Taormina, ci sarà l’anniversario dei trattati di Roma, dal 1 gennaio parteciperà al Consiglio di sicurezza dell’Onu, avrà la presidenza del processo di Berlino e comincerà ad esercitare la presidenza dell’Osce per il 2018.

Nel frattempo bisogna dare continuità al lavoro iniziato nei vari dicasteri e alle priorità ad iniziare dal Lavoro e dal sostegno ad un Sud in avanzata agonia.

«Ho fatto del mio meglio per formare il nuovo governo nel più breve tempo possibileha dichiarato Gentiloniper aderire all’invito del presidente della Repubblica e nell’interesse della stabilità delle istituzioni alla quale guardano gli italiani. Come si vede dalla sua struttura, il governo proseguirà nell’azione di innovazione svolta dal governo Renzi e nel contempo si adopererà per facilitare il lavoro delle diverse forze parlamentari volto a individuare nuove regole per la legge elettorale».

Sono 18 i ministri che compongono il governo Gentiloni, 12 i riconfermati del governo a guida Matteo Renzi che questa sera ha effettuato la consegna della campanella in un clima del tutto diverso e disteso rispetto a quella precedente tra lui ed Enrico Letta.

Tra le sostituzioni quella di Angelino Alfano agli Interni, dove è andato Marco Minniti del Pd, esperto in questa ruolo e in sicurezza, mentre Alfano ha preso il posto di Gentiloni agli Esteri.

Esce pure Maria Elena Boschi dalle Riforme, e al suo posto nei Rapporti con il Parlamento è stata scelta l’esperta Anna Finocchiaro (autrice delle riforme con la Boschi). La Boschi però non è tornata alla Camera bensì è stata nominata sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con il ruolo di segretaria del Consiglio,  una sorta di portavoce e quasi vice di Gentiloni.

Fuori anche Stefania Giannini dalla Pubblica Istruzione e il suo posto viene ricoperto dalla vice presidente del Senato, Valeria Fedeli, sempre del Pd.

Nel nuovo governo che adesso dovrà presentarsi alle Camere per la fiducia non sono presenti rappresentanti di Ala, il gruppo di Verdini, né tantomeno di quel che resta di Scelta Civica, 18 senatori in tutto che potrebbero creare già i primi problemi a Gentiloni, avendo dichiarato di non votare la fiducia senza una adeguata rappresentanza nell’esecutivo.

Un “vuoto che potrebbe essere colmato con la nomina, non ancora avvenuta, della schiera di sottosegretari e vice ministri. Vedremo se sarà così o ci sarà un cambio di rotta, che guarda già alle elezioni e ad un possibile riavvicinamento di Verdini a Berlusconi.

Questo il nuovo governo a guida Paolo Gentiloni.

Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni
Sottosegretario alla presidenza: Maria Elena Boschi

Ministri senza portafoglio

Anna Finocchiaro: Rapporti con il Parlamento
Marianna Madia: Pubblica Amministrazione
Enrico Costa: Affari Regionali
Claudio De Vincenti: Coesione Territoriale e Mezzogiorno
Luca Lotti: Sport con deleghe su editoria e Cipe

Ministri con portafoglio

Angelino Alfano: Esteri
Marco Minniti: Interno
Andrea Orlando: Giustizia
Roberta Pinotti: Difesa
Pier Carlo Padoan: Economia
Carlo Calenda: Sviluppo Economico
Maurizio Martina: Agricoltura
Gianluca Galletti: Ambiente
Graziano Delrio: Infrastrutture
Beatrice Lorenzin: Salute
Dario Franceschini: Cultura
Valeria Fedeli: Istruzione
Giuliano Poletti: Lavoro.

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

RSS
Follow by Email
Linkedln
Share