Canicattini, il sindaco Amenta incontra e da il benvenuto ai 20 giovani impegnati nei progetti del Servizio Civile Nazionale

Amenta incontra i giovani del SCN
Amenta incontra i giovani del SCN

CANICATTINI – Il sindaco Paolo Amenta, presenti anche gli assessori, ha incontrato stamane i 20 giovani del Servizio Civile Nazionale, che hanno superato le selezioni e dallo scorso 7 novembre sono impegnati al Comune nei tre progetti finanziati, “Nonni in prima linea 2015” (8 volontari), “Canicattini in tour 2015” (6 volontari) e “Tutti pazzi per l’ambiente 2015”. Leggi tutto “Canicattini, il sindaco Amenta incontra e da il benvenuto ai 20 giovani impegnati nei progetti del Servizio Civile Nazionale”

“Festa dell’Albero” sabato 21 alla Villa Comunale di Canicattini Bagni con i bambini della scuola elementare

festa albero-2CANICATTINI – Tre giorni, il 20 – 21 – 22 novembre, che in tutta Italia, su iniziativa di Legambiente, ormai da anni si dedicano alla “Festa dell’Albero”, per proteggere l’ambiente. Quest’anno l’edizione  2015 è dedicata ai mutamenti climatici che stanno sconvolgendo l’ambiente in ogni parte del mondo, Sicilia compresa, dove hanno letteralmente sconvolto la tipicità del clima. Leggi tutto ““Festa dell’Albero” sabato 21 alla Villa Comunale di Canicattini Bagni con i bambini della scuola elementare”

Arriva a novembre anche a Siracusa “Green game” il gioco che coinvolge gli studenti delle superiori su temi ambientali

Green-gamesSIRACUSA – Il 13 e 14 novembre farà tappa a Siracusa,  il Progetto didattico dei Consorzi Nazionali per la raccolta, il recupero ed il riciclo degli imballaggi in alluminio (Consorzio Cial), carta (Consorzio Comieco), plastica (Consorzio Corepla), vetro (Consorzio Coreve), acciaio (Consorzio Ricrea) e legno (Consorzio Rilegno). Leggi tutto “Arriva a novembre anche a Siracusa “Green game” il gioco che coinvolge gli studenti delle superiori su temi ambientali”

La questione ambientale nell’area industriale e le bonifiche, se ne discute sabato a Siracusa in un convegno del PD

zona_industriale3SIRACUSA – Si terrà sabato alle ore 16 nel salone Borsellino di Palazzo Vermexio in Piazza Duomo a Siracusa, il convegno “La questione ambientale nell’area industriale – le bonifiche del SIN Priolo”, promosso dalle parlamentari nazionale e regionali del Pd siracusano, on. Sofia Amoddio e on. Marika Cirone Di Marco, con la partecipazione del Comune di Siracusa. Leggi tutto “La questione ambientale nell’area industriale e le bonifiche, se ne discute sabato a Siracusa in un convegno del PD”

OGM – Ma sono davvero sicuri?

ogm-3Nei giorni scorsi, su Repubblica è apparsa una strenua difesa degli OGM da parte della Senatrice a vita Elena Cattaneo. Secondo la Senatrice (questa la sua scheda su Wikipedia) non ci sono studi che affermino la pericolosità degli organismi geneticamente modificati sulla salute umana.

Ma quel che dice la Prof. Cattaneo é una verità inconfutabile?

Per capirne qualcosina in più, iniziamo intanto con il definire cosa sia un OGM: un organismo presente in natura (sia esso di origine microbila, animale o vegetale) nel cui codice genetico siano state inserite delle “informazioni” provenienti da un’altra specie. Questo tipo di informazioni (sotto forma dell’innesto di un gene estraneo) portano nuove capacità nell’organismo che le riceve, che possono andare dalla migliore assimilazione degli alimenti ad una maggiore resistenza a condizioni ambientali estremi, come ad una maggiore resistenza a pesticidi o alla produzione naturale di sostanze chimiche per l’autodifesa dai parassiti.

Le tecniche con cui si operano questi innesti sono ben collaudate e permettono un alto livello di precisione, pur se il processo non è del tutto esente da possibili errori; é altrettanto vero che errori nella trascrizione genetica avvengono frequentemente in tutti gli organismi (uomo compreso) ed hanno effetti tangibili solo quando i meccanismi di riparazione del danno falliscono.

Alla luce di quanto detto, una pianta di mais che abbia impiantato un gene di resistenza alla siccità sarà una pianta normale, solo piú capace di sopportare periodi di scarsità idrica maggiori; allo stesso modo, un grano OGM che abbia inserito il gene di resistenza ad un dato erbicida, sarà diverso solo nella quantità di composto chimico che può tollerare, avvantaggiando la coltura nei trattamenti contro le piante infestanti.

Da questi due esempi si può pensare che, in fondo, tutto sommato non è un dramma, ma vi sono dei fattori di natura ecologica da tenere bene a mente: nel caso di una pianta resistente alla siccità (progettata per prosperare in zone con scarse precipitazioni, con evidenti rischi di desertificazione), questa sarà in grado di trarre risorse dal suolo ad un tasso maggiore rispetto alle piante nate per quell’ecosistema, ad un ritmo che alla lunga non sarà tollerabile da quell’ambiente, accelerandone quindi il procecesso di desertificazione. D’altro canto, una pianta che sia resistente ad un erbicida potrà tollerare trattamenti più intensivi, nei quali il surplus di sostanza chimica verrà dilavato dalla pioggia, finendo col contaminare le falde acquifere e permettendo di entrare nella catena alimentare animale ed umana a quelle molecole chimiche progettate per essere tossiche nei confronti delle piante infestanti. Inoltre, studi correlano la scomparsa delle api in Nord America con le colture OGM resistenti ai pesticidi, che producono polline sterile e meno ricco di nutrienti.

Già questi due esempi di carattere logico mostrano come sia difficile utilizzare a cuor leggero OGM in ambienti naturali.

Ma c’è anche da considerare che l’introduzione di colture piú resistenti possa portare a soppiantare varietà tradizionali, causando un appiattimento nell’offerta di mercato ed una grave perdita di biodiversità: e la perdita di biodiversità sarebbe un grave rischio (anche economico) perchè estensive colture monovarietali, qualora si presentasse un parassita in grado di danneggiarle, offrirebbero tutte lo stesso grado di suscettibilità, che comporterebbe anche perdite drastiche e su grande scala dei raccolti attesi. Diversi tipi di coltura, con diverse varietà, si rivelerebbero nel complesso molto meno suscettibili, riducendo enormemente il danno dovuto all’arrivo di nuovi parassiti (lo si è visto dove si è esagerato con alberature a base di palme, quasi totalmente distrutte dal punteruolo rosso).

Inoltre ci sono anche altre considerazioni da fare: circa metà del nostro genoma è costituito da DNA silente, che cioè apparentemente non svolge nessuna funzione; allora, perchè il nostro organismo si ostina a replicarlo, invece di eliminarlo e risparmiare energia? In realtà, molte sono le teorie sul ruolo di questa porzione del nostro codice della vita, ma non si è ancora arrivati ad una conclusione condivisa, segno che ancora della genetica abbiamo visto soltanto la punta dell’iceberg, cosa che dovrebbe portarci ad essere molto prudenti nella manipolazione del DNA e nell’introduzione di creature artificiali in ambienti naturali.

Infine, sulla mancanza di studi che correlino gli OGM con patologie, anche qui la Cattaneo racconta solo una parte di verità, perchè se non vi è il 100% di certezza (ma in biologia le certezze non esistono, questo la Cattaneo dovrebbe saperlo, altrimenti tutti i fumatori svilupperebbero il cancro ai polmoni), diversi studi correlano l’utilizzo di erbicidi utilizzati nelle colture OGM con patologie umane quali il cancro al seno, l’inibizione di enzimi fondamentali per l’assorbimento dei nutrienti,  con conseguenti patologie gastro-intestinali; questi erbicidi vengono facilmente assimilati dall’organismo e rimangono in circolazione sia negli uomini che negli animali, con maggiori rischi per donne incinte ed i bambini che portano in grembo. Altri studi associano agli OGM l’esplosione della celiachia (l’intolleranza al glutine).

L’argomento è complesso ed è facile trovare argomenti validi da una parte e dall’altra, ma questo dimostra che sull’argomento viga ancora molta incertezza e che non si possa essere assolutamente certi che gli organismi geneticamente modificati non costituiscano un reale pericolo per l’ambiente e per l’uomo.

In casi del genere, forse sarebbe meglio raggiungere un grado di conoscenza molto maggiore, prima di far proliferare in campo aperto organismi capaci di far danni che ancora non sappiamo ben quantificare.