Incendi in Sicilia, per l’assessore Cracolici “tolleranza zero per i colpevoli, ma guai a sparare nel mucchio”

sicilia_incendiSIRACUSA – Mezza Sicilia in fiamme, e questi ultimi due giorni sono stati un vero e proprio infermo per molte località boschive dell’isola, con le fiamme alimentate dal vento di scirocco e da temperature oltre i 40 gradi.

Una perdita enorme per il patrimonio verde e danni incalcolabili per il comparto agricolo. L’assessore regionale all’Agricoltura, Antonello Cracolici, facendo seguito alle solite voci che puntualmente additano i colpevoli tra gli operai forestali per garantirsi le giornate future, è stato molto chiaro: “Tolleranza zero per i colpevoli ma guai a sparare nel mucchio e additare colpevoli senza prima averli individuati”.

Per Cracolici bisogna unificare le competenze di tutti i forestali, compresi gli addetti all’antincendio, con un’unica regia.

«Additare i responsabili tra i forestali, o in qualcuno di essicontinua Cracolici -, può essere utile per gettare in pasto un colpevole ad una opinione pubblica scossa per quello che è avvenuto,  ma non è un buon servizio alla verità: bisogna innanzitutto capire chi è perché ha voluto trasformare  mezza Sicilia in un inferno. Nessun processo sommario può essere accettabile, ci sono migliaia di  persone che con passione fanno un lavoro utile alla collettività in territori straordinari, che tutelano e arricchiscono il nostro patrimonio boschivo e la ricchezza della biodiversità arborea siciliana, oltre che sviluppare la rete sentieristica e naturalistica. Affermare che il fuoco viene dato per creare nuove giornate di lavoro è un’assoluta corbelleria: infatti la legge vieta, nelle arie di demanio pubblico e privato investite dal fuoco,  la possibilità di riforestare per un periodo di 10 anni, oltre a vietare qualunque variante urbanistica. Quindi, il fuoco non può avere come obiettivo quello di creare nuovo lavoro».

Il servizio antincendio su tutte le aree boschive e collinari della Sicilia, a supporto del Corpo Forestale della Regione, viene garantito attraverso squadre di lavoratori stagionali che iniziano il 15 giugno e finiscono il 15 ottobre.

 «La vera lezione di questa giornata infernale per la Sicilia  – conclude Cracoliciè una: occorre unificare le competenze del lavoro forestale con quello del Corpo forestale. Anche per organizzare al meglio il lavoro  e rendere chiari i diversi compiti, cosa che a volte risulta difficile persino agli stessi addetti ai lavori».

 

 

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